DI Manfredi Lucibello / Italia 2018. 81’
CON Benedetta Porcaroli, Barbora Bobulova, Alessio Boni, Carolina Rey

Nella silenziosa notte di una cittadina marittima, la giovane Sara cammina sul lungomare e si sente braccata, nonostante sappia che d’autunno quella zona non è frequentata. Eppure ha paura e si muove come stesse scappando. Cerca di correre quanto più lontano possibile da un terribile presentimento. Incontra Veronica, affascinante signora che le offre rifugio nella propria casa. La casa però non è sua, così come l’incontro non è stato casuale.

Tutte le mie notti
DI Phaim Bhuiyan / Italia 2019. 84’
CON Carlotta Antonelli, Phaim Bhuiyan, Pietro Sermonti, Alessia Giuliani, Milena Mancini, Simone Liberati

Phaim è un giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia 22 anni fa. Vive con la

sua famiglia a Torpignattara, quartiere multietnico di Roma, lavora come steward in un

museo e suona in un gruppo. E' proprio in occasione di un concerto che incontra Asia, suo

esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due l'attrazione scatta immediata e

Phaim dovrà capire come conciliare il suo amore per la ragazza con la più inviolabile delle

regole dell'Islam: la castità prima del matrimonio.

Bangla
DI /

Tatti Sanguineti incontra Pupi Avati

Non fossero già sufficienti i riconoscimenti e le onorificenze che ne punteggiano la pluridecennale carriera, basterebbero i semplici numeri per riconoscere in Pupi Avati lo status di Maestro del cinema Italiano. La sua firma è in calce a quaranta film, cui si accompagnano decine di produzioni televisive. Ha attraversato cinque decenni di cinema italiano, e in ognuno di essi ha saputo lasciare tracce sensibili e memorabili, sempre facendosi portatore di un’eleganza formale tanto nelle opere – a prescindere dal genere cinematografico da lui frequentato – quanto nelle parole, nei gesti, nell’eloquio.

In occasione del suo ritorno nelle sale con un nuovo film, il Mantova Film Fest ha deciso di rendere omaggio al Maestro bolognese, offrendogli un riconoscimento anche a nome della città, per sottolineare l’importanza che riveste e continuerà ad avere per la storia del nostro cinema e per la cultura del nostro Paese.

Pupi Avati
DI Elio Petri / Ugo Tognazzi, Flavio Bucci, Daria Nicolodi, Mario Scaccia, Gigi Proietti
CON Italia 1973. Colori. 125’

Apologo sul potere e sulla società del furto legale: a confronto un bancario allergico al denaro vagamente marxista, un ladro di furti su commissione, un ricco macellaio (Ugo Tognazzi). Proprietà privata ma anche feticismo delle merci, clima plumbeo e schizofrenico, gli Anni di Piombo sono alle porte. Il resto è il nostro presente liquefatto. Tognazzi con accento romanesco: “L’egoismo è il sentimento fondamentale della religione della proprietà”.

La proprietà non è più un furto
DI Agostino Ferrente / Italia 2019. 79’

Napoli, Rione Traiano. Nell’estate del 2014 un ragazzo di sedici anni, Davide Bifolco, muore colpito durante un inseguimento dal carabiniere che lo ha scambiato per un latitante. Davide non aveva mai avuto alcun problema con la giustizia.

Anche Alessandro e Pietro hanno sedici anni e vivono nel Rione Traiano. Sono amici fraterni, diversissimi e complementari, abitano a pochi metri di distanza, uno di fronte all’altro, separati da Viale Traiano, dove fu ucciso Davide.

Alessandro e Pietro accettano la proposta del regista di auto-riprendersi con il suo iPhone per raccontare in presa diretta il proprio quotidiano, l’amicizia che li lega, il quartiere che si svuota nel pieno dell’estate, la tragedia di Davide. Aiutati dalla guida costante del regista e del resto della troupe, oltre che fare da cameraman, i due interpretano se stessi, guardandosi sempre nel display del cellulare, come fosse uno specchio, in cui rivedere la propria vita.

SELFIE
DI Gianni Aureli / Italia, 2018. 107’
CON Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Ralph Palka

Milano, Italia, ventennio fascista. Tutte le associazioni giovanili vengono chiuse per decreto del Duce, compresa l’associazione scout italiana. Un gruppo di ragazzi decide di dire di no, e fonda le Aquile Randagie: giovani e ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, detto Kelly, che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza.

Aquile randagie
DI Edward Sedgwick, Buster Keaton / USA 1928. 69'
CON Buster Keaton, Marceline Day, Harold Goodwin, Sidney Bracy, Harry Gribbon, Josephine (Scimmia)

Cine-concerto
Accompagnamento dal vivo del Maestro Daniele Furlati

«Vi auguro di rivedere The Cameraman dove Buster Keaton - dopo essere stato sportivo e comparsa per amore - diventa, per amore, operatore d'attualità. Solo un acrobata può fingere una goffaggine di quel calibro; solo un poeta può fingere un simile sonno dell'intelligenza dietro cui si cela il genio della distrazione. Incredibile come un fantasma a mezzogiorno, passeggia con sobrietà attraverso storie da dormire in piedi. La sorte gli è costantemente avversa, la vita quotidiana lo inibisce. Ecco un uomo che non sa vivere. Solitario assume un'aria di grande rassegnazione. Ignorando le formule, gli usi, le mode si trova a proprio agio solo in mezzo al panico. Solo grazie alle catastrofi riesce a fornire la sua vera misura. I disastri non preoccupano quest'uomo di un altro mondo. L'amore guida costantemente i suoi tentativi di soccorso; riesce solo in situazioni disperate; fa l'impossibile senza neppure rendersene conto.» (Paul Gilson)

The cameraman