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Incontro speciale con Italo Moscati autore del film “1.200 km di bellezza”
“La bellezza è uno squillo, il ciak dentro di noi da cui nascono progetti”.

Un percorso articolato, di quelli che coinvolgono tante esperienze, tutte accomunate da un’unica grande passione: quella di raccontare storie sapendolo fare. E la storia di cui parliamo ora è molto vasta, anzi lunga ben 1.200 chilometri, ma soprattutto densa di luci, scorci, memoria, racconti, vita. In una parola: bellezza. “1.200 km di bellezza” è il titolo dell’opera presentata al MantovaFilmFest 2016 dal prolifico e attento sceneggiatore, scrittore nonché regista Italo Moscati. Un vero e proprio pozzo di sapere e passione lavorativa che riesce a contagiare anche chi lo ascolta. Il film racconta un viaggio nella penisola realizzato soprattutto con i documenti dell’Istituto Luce, nei cui archivi compare l'Italia dei primi anni del Novecento e, in un lungo percorso, quella dei giorni nostri.

In accordo con Cinecittà Luce e il produttore Roberto Cicutto, la pellicola apre dunque la corolla della nostra penisola. 1.200 chilometri per un tour che dà spazio a tante forme di bellezza: quella della natura, della gente, dei paesaggi, dell’arte, dei volti, della creatività italiana. “Tutto parte dall’esigenza di far vedere com’era il nostro Paese mostrandone la bellezza. Di solito ci si focalizza su quello che non va, io ho voluto fare il contrario” racconta il regista con voce pacata e sicura.

Moscati, come nasce il progetto a livello concreto?

Scaturisce dal mio lavoro di regista, avendo lavorato da anni su temi riguardanti la storia ed essendo appassionato a questa. Sono venuto a contatto con documenti importanti raccolti dell’Istituto Luce in 90 anni di esistenza e guardando quelle immagini ho pensato quanto fosse necessario creare una narrazione che tenesse conto dei cambiamenti, rivelandoli, avvenuti nella storia stessa. Mi riferisco anche ai mezzi tecnici con cui sono stati immortalati questi cambiamenti perché un conto è vedere l’Italia in bianco e nero un conto con la restituzione dei mezzi della nostra epoca come il 3D o l’HD. Ho rivisitato questi documenti con tecniche di qualità e il montaggio ha portato a questo risultato. Si tratta di un confronto molto interessante anche perché queste immagini appartengono all’Italia, sono la sua memoria”.

Si può quindi parlare di cinema che racconta e testimonia diverse sfaccettature…

Certo, le immagini riguardano tante città e luoghi bellissimi come ad esempio le Cascate delle Marmore. A tutto questo si aggiungono frasi, da me utilizzate garbatamente, di grandi scrittori che io apprezzo molto e che hanno saputo cogliere e raccontare con le parole la meraviglia: Stendhal, Goethe, Buzzati, Montale, per citarne alcuni. Dei veri e propri cronisti viaggiatori che mi hanno guidato nel capire lo stupore e il pudore dei loro occhi che coglievano questa bellezza. In questo lavoro ci sono quindi tanti occhi: i loro, i miei e quelli degli spettatori per un confronto davvero allargato sulla bellezza ma anche sulle ombre e le luci che l’hanno riguardata”.

Il connubio regia-scrittura: nella sua lunga e articolata esperienza questo rapporto com’è vissuto creativamente? E l’ispirazione si nutre più di parole o d’immagini?

I registi più grandi restano per me quelli del cinema muto che sono riusciti senza parole, ma con i soli volti, a creare e trasmettere massima tensione ed emozione. La parola poi ha sicuramente cambiato il cinema ed è importante, da sceneggiatore non potrei dire il contrario. Anche perché il cinema parte comunque da una sceneggiatura e quindi dalla scrittura senza la quale esso non può esistere. I valori sono due: riuscire a comunicare la storia per documentare e trasmettere emozioni come narrazione”.

Che cos’è la bellezza per Italo Moscati?

Un grande squillo. A volte è come la musica, non si vede ma suggerisce un’idea, pensiamo solo al grande potere delle colonne sonore che sanno dire tutto senza bisogno di parole. La letteratura ha lo stesso potere: con le parole che rimandano alle immagini. È il ciak dentro di noi da cui nascono progetti”.

Sara Bellingeri


Incontro speciale con Italo Moscati autore del film “1.200 km di bellezza”