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OPERE PRIME 2019: AL MANTOVA FILM FEST TRIONFA “IN VIAGGIO CON ADELE”
Il premio va ad Alessandro Capitani, grazie a un film originale e ricco di sentimento: “Intercettare il cuore del pubblico - dice - era il nostro obiettivo”. Menzione della giuria giovani a “Un giorno all’improvviso", mentre il premio MyMovies va a “La se

Un road movie lungo la Puglia a bordo di una vecchia cabrio, e due protagonisti d’eccezione in cerca di un posto nel mondo. Ma, dietro le quinte, anche un percorso personale che ha portato il regista Alessandro Capitani fino al palco del Mantova Film Fest 2019, e in qualità di vincitore. Il premio è stato dedicato al defunto Tonino Zangardi che ha partecipato alla scrittura del soggetto del film.

Il suo esordio sul grande schermo, In viaggio con Adele, si è infatti aggiudicato il primo premio nel concorso opera prima 2019. Il film, punteggiato di di disavventure e scoperte, è il viaggio di due anime inquiete alla conquista di uno spazio per sé stessi. Nel cast grandi interpreti, tra i quali spiccano Alessandro Haber, Isabella Ferrari e Sara Serraiocco.

Così ha reagito Alessandro Capitani alla notizia del premio, poco prima di salire sul palco per ritirarlo:

“Sono onorato di questo premio, In viaggio con Adele è stato un “viaggio” bellissimo e faticoso, intercettare i sentimenti e quindi il cuore del pubblico era il nostro obiettivo. Sono felicissimo che ci siamo riusciti con il pubblico di Mantova! Grazie infinite.”

La consegna dei riconoscimenti è stata affidata al direttore artistico Mimmo Calopresti, al presidente di Mantova Film Studio, Salvatore Gelsi e al tutor della giuria giovani Gianluca De Serio. 

E proprio sotto la guida di quest'ultimo, hanno lavorato i giovani giurati (tutti tra i 18 e i 30 anni) per assegnare la loro menzione speciale della giuria giovani per il secondo anno consecutivo. Il riconoscimento è andato a Un giorno all’improvviso di Ciro D'Emilio, presentato nella sezione Orizzonti, allo scorso Festival di Venezia: “un film che ritrae l’ingresso nella vita adulta attraverso la perdita della figura materna come bussola essenziale, come forza di gravità. La pellicola - spiegano i 7 membri della giuria giovani - è stata scelta “per la capacità di rappresentare una storia di formazione e auto-affermazione con un ritmo controllato e una messa in scena essenziale,  per la scelta di raccontare un tema ricorrente da una prospettiva inedita, evidenziando la complessità dei rapporti interpersonali e la necessità della rinuncia in funzione della propria crescita".

E per il terzo anno, si riconferma il riconoscimento conferito da MyMovies.it al miglior documentario nella sezione filmdoc. Ad aggiudicarselo è stato La seconda patria di Paolo Quaregna con questo commento del direttore responsabile Giancarlo Zappoli:

"In tempi in cui il solo pronunciare il sostantivo 'migranti' fa scattare reazioni che spesso hanno molto poco di razionale e che spingono verso polarizzazioni che non si confrontano con la realtà quotidiana non sarà mai sufficientemente ringraziato chi, come Paolo Quaregna, ci invita a ricordare che noi, quegli italiani che per una facile propaganda vengono 'prima', siamo venuti 'prima' nel tempo anche per quanto riguarda proprio quel termine." 

Da non dimenticare, poi, il Lauro d’oro di Virgilio e la Cattedra di Virgilio conferiti rispettivamente da Salvatore Gelsi, direttore di Mantova Film Studio, e Mattia Palazzi, sindaco di Mantova, a Pupi Avati. Il maestro ha chiamato sul palco anche Tatti con cui aveva conversato nel pomeriggio durante la masterclass ricordando anche Carlo Delle Piane, l’attore che fu miracolato da Avati che lo scelse per interpretare un suo film gotico horror. Nell’incontro si è parlato anche di questo filo rosso del cinema horror, che ha affascinato Avati fin dagli esordi, e che torna nel suo ultimo lavoro, “Il signor diavolo”, attualmente nelle sale. 

Con le premiazioni si chiude questa dodicesima edizione del festival, che ha fatto registrare un ulteriore salto di qualità. Ancora una volta non è mancato un parterre di ospiti di primissimo piano: protagonisti del nostro cinema passato e presente come il già citato Pupi Avati e Luigi Lo Cascio. E poi figure come Chef Rubio, Gipi, Giro Arnone, Paolo Quaregna, Pio D’Emilia, Alessandro Capitani, Lorenzo Pirovano, Nicola Bellucci, Federica Ravera, Nicola Piovani, Mimmo Lombezzi, Manfredi Lucibello, Gianni Aureli, Daniele Furlati.

E Tatti Sanguineti, amico prezioso del festival che ha rinnovato anche quest’anno il suo prezioso contributo. Ma sono davvero tanti coloro che ogni anno continuano ad arrivare per prendere parte al festival, presentare le loro opere davanti al pubblico e partecipare alla crescita di questa manifestazione. Una grande soddisfazione che si rinnova e cresce ogni anno, e anche una conferma del successo di una formula peculiare che mette in primo piano gli spettatori: coloro che il cinema lo guardano, lo sognano, lo immaginano e lo amano.

La chiusura del festival è stata affidata al film The Cameraman di Edward Sedgwick e Buster Keaton accompagnato dal vivo da Daniele Furlati. Un saluto e un arrivederci alla prossima edizione, augurando a tutti di portare a casa un po’ di quello spirito che anima il cinema da sempre, e che spinge anche noi, ogni anno, a ritrovarci qui con la stessa passione del primo giorno.