DI Alberto Sordi / Italia 1982. 110'
CON Alberto Sordi, Carlo Verdone, Edy Angelillo
In viaggio con papà
DI Marco Bocci / Italia/Spagna, 2019. 89’
CON Libero de Rienzo, Andrea Sartoretti, Antonia Liskova

Romolo e Mauro sono fratelli e vivono da sempre a Tor Bella Monaca, quartiere della periferia romana. Romolo è stato in prigione, ma una volta uscito ha deciso di rigare dritto e ora lavora in fabbrica, mantenendo moglie e figlia. Mauro, diplomato geometra, spera di ottenere un incarico pubblico dal Comune e intanto campa di lavoretti occasionali. Entrambi vivono sotto il tetto dei genitori.  Quando viene a mancare la nonna (e la sua pensione) e l’affittuario smette di pagare la pigione, Romolo e Mauro devono trovare un modo per recuperare del denaro.

A Tor Bella Monaca non piove mai
DI Alessandra Mortelliti / Italia/Spagna, 2019. 98’
CON Jacopo Piroli, Adamo Dionisi, Gioia Spaziani

In un piccolo paese della Ciociaria vive Rocco, un ragazzo prossimo ai diciotto anni, incompreso e solitario. Bullizzato dai coetanei a causa della sua introversione e di una sospetta omosessualità, passa le giornate cullando il desiderio di trasferirsi a Roma per poter realizzare il suo più grande sogno: diventare un ballerino. Con tenacia e grande forza di volontà Rocco riesce ad intraprendere il tanto agognato viaggio, ma la realtà che lo attende si rivela molto diversa da quella che sperava, e il suo sogno verrà ancora una volta messo alla prova.

Famosa
DI Antonio Padovan / Italia 2019. Durata: 96'
CON Giuseppe Battiston, Stefano Fresi, Camilla Filippi

«Raccontando questa storia ho voluto rendere omaggio a due mondi del cinema che amo. Da un lato quello americano, un po’ infantile e sentimentalista, con cui sono cresciuto da bambino: il cinema di sognatori come Steven Spielberg, dell’ingenuità vista come valore, dell’inno alla meraviglia. Dall’altro il cinema della mia terra, quello silenzioso e sincero, creato da artigiani come Carlo Mazzacurati, fatto di spazi dilatati, di sentimenti delicati e autentici, traboccante di affetto per la normalità».
Di Antonio Padovan avevamo apprezzato l'opera prima Finché c'è prosecco c'é speranza, presentata alla Festa del Cinema di Roma nel 2017; dei suoi protagonisti Stefano Fresi e Giuseppe Battiston abbiamo ammirato numerose interpretazioni che negli ultimi anni li hanno resi due degli interpreti più ambiti del cinema italiano. È quindi con grande soddisfazione che possiamo presentare in anteprima per la città di Mantova Il grande passo, ironica e malinconica commedia popolata di sogni e antieroi. L'omaggio che Padovan fa all'amico Carlo Mazzacurati, poi, è un plus che certifica la bontà di un progetto e di un'idea di cinema a cui ci sentiamo affini.
Nel raccontare la storia di Dario e Mario, del loro incontro tra fratelli che non si erano mai visti e che non potrebbero essere più diversi, Padovan usa ingredienti cinematografici conosciuti ma non per questo meno efficaci, articolando e rinnovando il gioco della meraviglia tanto per i personaggi quanto per gli spettatori. D'altronde il cinema è prima di tutto artigianalità, apprendimento, rielaborazione del linguaggio: Il grande passo dosa questi ingredienti per regalare al pubblico una vicenda che gioca con i generi, scommettendo sulla fantascienza per affrontare un tema ben più terreno e vitale come la ricerca della propria identità in una società che tende all'omologazione.
Se la metafora più usata per l'esperienza filmica è quella del sogno, il film di Padovan ci esorta a sognare non tanto per evadere dalla realtà, ma per realizzare noi stessi al di là dei cinismi e delle avversità. A dichiararlo è una voce giovane ma già consapevole del nostro panorama cinematografico, che ben volentieri incontreremo sul nostro schermo e nella nostra sala.


“La sai la differenza tra gli uomini e gli animali?… Sono i sogni. Noi uomini sappiamo guardare avanti perché abbiamo dei sogni da realizzare… andiamo in cerca di qualcosa di grande.”

Il grande passo